 God Slayer
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|  -Piane Esterne di Kyoto, Ore 23.00-Era notte inoltrata: nell'area di campagna, era praticamente impossibile scorgere qualunque cosa nel buio, visto la mancanza di illuminazione, ma "loro" erano stati addestrati proprio ad agire in quelle situazioni... il bersaglio questa volta, era un accampamento, dove vi era una carovana che trasportava merci preziose, e nel viaggio, a quanto dicevano i loro informatori, si erano anche uniti dei membri di una famiglia di alto linaggio, proveniente da Krizalid. Oltre ai soldi guadagnati dalla vendita delle merci, potevano anche chiedere un sostanzioso riscatto questa volta, e ciò non avrebbe fatto altro che accrescere la "sua" reputazione all'interno dell'unità, in cui era da qualche mese. Diede una rapida occhiata attorno a se: Leger si era posizionato assieme ai suoi uomini sul lato nord dell'accampamento, senza fare un rumore, come sempre: era un abile combattente, e per questa ragione lo ammirava... al contrario, quell'incapace di Floyd sarebbe arrivato dalla boscaglia ad ovest, con la cavalleria, dopo che la prima unità avrebbe completato l'assalto. Gli sarebbe piaciuto comandare anche la sua formazione, ma del resto era ancora nell'unità da troppo poco tempo per poterlo fare, e doveva quindi obbedire agli ordini del capitano, un grosso uomo dalla pelle scura e dai capelli rasati... doveva essere un veterano, visto le numerosi cicatrici che portava addosso, ma il Ronin non riusciva a ricordarsi con precisione il suo nome, era troppo complicato da pronunciare. Si diceva venisse da alcuni paesi al limitare del mondo, verso sud, paesi di cui nessuno aveva mai visto ne saputo niente, e per questa ragione molti trattavano l'uomo con un certo distacco... non c'era da stupirsi, gli esseri umani hanno sempre paura di ciò che non conoscono. Assieme a lui, vi erano una decina di uomini, sdraiati sul terreno a pancia in giù, in attesa del segnale. Krishma passò lentamente la mano sull'elsa della Spada da Combattimento che portava con lui, non privo di nervosismo: non aveva mai assaltato prima d'ora una comitiva cosi nutrita di uomini... in totale, vi saranno state una ventina di guardie, e qualche guardia del corpo personale che aveva l'aria di essere molto forte. *Non importa, non sono solo, e siamo in vantaggio numerico*Si ripeteva in testa il Ronin, cercando di darsi coraggio: una ragazza dai lunghi capelli rossi si avvicinò alla posizione del Ronin: indossava come lui un armatura leggera, e portava una spada identica alla sua. Helena gli era stata vicina sempre, da quanto era entrato nell'unità mercenaria, quando invece molti altri soldati lo trattavano con disprezzo e lo schernivano per la sua giovane età... d'alta parte, era solo un ragazzino di 16 anni, anche se Lancelot gli aveva sempre detto che aveva le qualità per diventare un combattente capace.-Allora, ti senti pronto?-Disse sottovoce, con una certa vena di eccitazione: si vedeva nei suoi occhi azzurri che non vedeva l'ora di gettarsi all'azione... era certamente una donna fuori dal comune, Krishma non ne aveva mai conosciuto una cosi prima d'ora.-Certo, certo...-Anche lui era insicuro ed agitato, ed Helena sembrò accorgersene, dato che gli scappò un sorriso beffardo. Si concentrò comunque sul campo immediatamente dopo, senza più parlare.---------------------------------------------------------
All'interno del campo vi era relativamente poco movimento: molti dei viaggiatori e dei mercanti della comitiva erano ormai a dormire, solamente le guardie del reggimento Ala di Falena, e il loro capitano, erano ancora in piedi, seduti attorno al falò, mentre qualche guardia del corpo girava per il campo dando un occhiata nervosa nei dintorni. Alcuni degli uomini stavano giocando a carte presso un piccolo tavolino portatile in legno, e facevano un gran chiasso.-Finitela di fare casino, i padroni stanno dormendo!- Grugnì il capitano, e subito gli uomini stettero zitti: era un uomo massiccio, autoritario, che indossava un armatura che lo copriva quasi completamente, in acciaio nero, con bordature d'orate. Al centro dell'armatura pettorale, vi era lo stemma del suo reggimento, una grossa falena di cristallo. L'ufficiale mosse la mano sopra alla lancia a mezzaluna che teneva affianco al falò centrale.-Non mi piace, ce qualcosa di strano nell'aria...-L'uomo scrutò i dintorni con l'aria di uno che aveva gia combattuto diverse guerre, e che aveva avuto modo di vedere diverse imboscate compiersi.-Suvvia capitano, secondo me si preoccupa troppo lei-Disse uno dei soldati seduto affianco: era un giovanotto biondo che indossava un'armatura simile a quella del capitano, ma certamente meno imponente e decorata... portava anche un mantello rosso, e dalla bella faccia ordinata si poteva capire che era uno che ci teneva all'aspetto. Era in ogni caso abbastanza brillo quella sera, visto che era gia al terzo boccale di birra che si faceva, probabilmente anche per via del nervosismo. Il capitano non gli rispose neanche, si limitò a squadrarlo gravemente, per poi alzarsi con l'arma in pugno, e dirigersi verso l'esterno del campo. Probabilmente aveva intenzione di fare un giro di pattuglia.---------------------------------------------------------
Qualcosa si era mosso all'interno del campo: un uomo grosso e robusto, vestito con una bella armatura, si stava muovendo nella loro direzione. Doveva essere il capitano delle guardie... il capitano dell'unità fece un rapido cenno con le braccia, e gli uomini ai fianchi si mossero rapidamente rotolando ai lati, in modo da allontanarsi dalla zona da dove stava arrivando. Krishma ed Helena rimasero invece vicini al capitano, assieme ad altri due soldati sull'altro fianco, in quanto erano troppo vicini per allontanarsi con successo.*Merda...*Il Ronin si preparò ad estrarre. Il nemico giunse a circa qualche metro da loro, quando il capitano balzò in avanti estraendo l'imponente ascia da guerra nera, e attaccando brutalmente l'uomo, che provò a difendersi con l'asta che andò in pezzi, facendolo poi cadere all'indietro per la forza dell'impatto. L'uomo si mise ad urlare a squarciagola, poco prima che l'ascia del imponente capitano si abbattesse sulla sua testa, sfondandogliela in una esplosione purpurea di sangue e materia cerebrale. Le guardie si misero in allerta urlando di svegliare tutti, ma ormai era troppo tardi: l'altra squadra si avventò da nord sul campo, uccidendo alcuni viaggiatori appena usciti dalle tende, ancora frastornati, per poi lanciare torce incendiarie ovunque. Krishma balzò fuori dal nascondiglio assieme alla ragazza, e agli altri soldati, e cominciò a caricare con il loro capitano, l'accampamento dei mercanti. Nonostante il loro capitano era stato eliminato, le guardie erano decise a non lasciarsi sconfiggere, ed erano uomini capaci, che ingaggiarono a duello tutti i guerrieri mercenari che gli si erano avventati addosso. Uno di essi bersagliò Krishma, provando a trafiggerlo con un affondo di lancia... colpo alquanto scontato, pensò il Ronin, che lo evitò facilmente sulla sinistra, per poi decapitare l'uomo con un netto fendente orizzontale. Il capitano si era lanciato su un'altro guerriero, che aveva tentato inutilmente di bloccarne la carica, e che era finito per terra, per poi morire allo stesso modo del capo delle guardie di poco prima, impotente di contrastare la feroce potenza fisica del loro capitano. Helena aveva steso un'altro uomo, poco sulla destra del Ronin, senza troppa fatica.*Come previsto è gia quasi fatta, questi non hanno una sola possibilità*In quel momento arrivò anche la cavalleria dalla boscaglia, che travolse alcuni dei mercanti che avevano tentato di scappare in cerca di rifugio verso il bosco, uccidendoli barbaramente, schiacciandoli sotto i pesanti zoccoli. Floyd sfrecciò attraverso il campo travolgendo qualunque cosa gli si parasse davanti, per poi massacrare con un colpo di spada una delle guardie del corpo della famiglia nobile di Krizalid. Avevano scelto la comitiva sbagliata a cui unirsi. Erano rimaste altre due guardie del corpo, sembravano due forti monaci gemelli, che erano riusciti da soli a stendere quattro dei soldati dell'unità di Leger... poterono fare ben poco, quando lo stesso Leger gli attaccò, seccandoli agilmente con due colpi letali nell'area dell'aorta, e del cuore, sferrati in rapida sucessione tramite i pugnali curvi che possedeva. Una delle guardie rimaste provò ad attaccarlo alle spalle, ma lui si spostò rapidamente su un fianco evitando il goffo colpo verticale, per poi afferrare al collo il nemico, e sgozzarlo come un maiale. Krishma si mosse in direzione di una delle tende, dalla quale uscì una guardia ancora svestita e stordita, che il Ronin eliminò facilmente piazzandoli la spada nel cranio, come se fosse stato uno stuzzicadenti conficcato in un oliva.-Attento Kris!-Una voce alle sue spalle, che riconobbe come quella di Helena: si voltò di scatto, e vide che uno dei mercanti, armato di pugnale, gli si era avventato addosso. Troppo tardi per scansarsi: il Ronin si prese una coltellata nell'area defilata del pettorale destro. Non riuscì a trattenere un urlo di dolore, seguito subito dopo da quello di agonia dell'uomo, che Helena trafisse senza pietà su un fianco, per poi finirlo una volta in ginocchio, con un fendente orizzontale di decapitazione. Krishma si portò la mano libera alla ferita sanguinante, gemendo.-Come stai?-Chiese la ragazza, ancora euforica per via della battaglia.-Sto bene... non preoccuparti-Il Ronin parlò con un evidente nota di dolore nella voce, ma la ferita non era poi cosi grave. Poteva ancora combattere... si voltò in direzione del resto dell'accampamento, che oramai era ridotto quasi tutto in fiamme. Diversi cadaveri erano sparsi per la zona, la maggiorparte apparteneva a mercanti e a guardie, anche se vi erano anche alcuni uomini della loro unità a terra nel sangue. Inevitabile, con una difesa così fornita. Floyd scese da cavallo, e si diresse verso una delle tende più esterne, per poi entrarci senza mezzi termini. Un urlo di donna si sentì arrivare da essa, non appena fù dentro, seguito da un urlo di dolore, questa volta maschile. Floyd uscì dalla tenda tenendo per i capelli una povera ragazza, che doveva essere la figlia di uno dei mercanti, ancora mezza nuda. La scaraventò senza troppa cura sul terreno, per poi afferrarla, ridendo sadicamente, per una gamba, e trascinarla dietro la tenda.-Dannato porco schifoso, fosse per me quell'uomo l'avrei gia ucciso-Disse Helena cieca di rabbia alla vista dell'azione dell'uomo, al quale tuttavia non poteva fare nulla. Anche Krishma scosse il capo disgustato. Quello era uno dei comandanti dell'unità, e poteva fare quello che gli pareva, e purtroppo gli stupri e le torture erano all'ordine del giorno in quella unità mercenaria. La situazione nel resto dell'accampamento era ormai ridotta al silenzio, alcuni mercenari giustiziarono brutalmente le poche guardie che si erano arrese, fra le quali vi era anche il giovane dal mantello rosso. Un uomo grasso e vestito dabbene, fù messo in ginocchio da Leger, che lo teneva con la lama alla gola.-Sei fortunato stupido, grasso, figlio di puttana... il tuo culo obeso vale più soldi da vivo che da morto, cosi come quello di tua figlia-Si guardò attorno, alla ricerca della donna: delle urla disperate provennero dalla tenda dietro alla quale Floyd si era diretto con la povera ragazza. Krishma capì subito che quella donna doveva essere la figlia del nobile, anche perchè quest'ultimo si avventò cecò di rabbia verso il generale, che comunque lo atterrò senza mezzi termini, spezandoli la gamba destra con un calcio. Il nobile cominciò ad urlare.-Stattene buono bastardo! Tu, vai a dire a quel animale di Floyd di lasciare stare la ragazza e di portarla qui, ci serve viva-Urlò Leger con una grande rabbia addosso ad un mercenario, e con evidente disgusto in faccia: era un uomo basso e magro, sulla cinquantina, con dei capelli neri, ormai striati di grigio, lunghi e lisci, che raccoglieva dietro alla schiena in diverse trecce. Era molto abile come Ninja, e ci sapeva fare in combattimento: Krishma lo ammirava. Anche lui, come il Ronin, non approvava la condotta di quello schifoso animale di Floyd. In ogni caso l'uomo filò ad avvisare l'ufficiale, che fuoriuscì dal retro della tenda aggiustandosi le brache, con una certa nota di disappunto nella faccia. Floyd d'altra parte, era di corporatura media, sulla trentina, aveva dei capelli neri sempre sporchi, e due baffi sottili che gli cascavano sulle guance butterate. Si avvicinò alla posizione di Leger, e del Capitano di Krishma:-Che succede, da quandè che non ho diritto ai miei "trofei" di guerra?-Disse soffocando un sorriso di fronte a Leger, che lo squadrò con rabbia, fissandolo poi dritto negli occhi, portandosi molto vicino alla sua faccia.-Da quando i tuoi trofei fanno parte di una famiglia nobile che ci serve intera, per il riscatto-Floyd tornò serio, e diede un occhiata al grasso nobile a terra con la gamba rotta, e ancora urlante.-Beh, non mi sembra che tu abbia trattato meglio quel bastardo di come ho trattato io la ragazza-Disse sorridendo e rivelando una serie di denti grigi. Leger si limitò a sbuffare, per poi prendere malamente la ragazza quasi completamente svestita e in lacrime, e trascinarla fino ad uno stallone nero, per poi legarla con una corda ad esso. Poi fece cenno ad uno dei soldati di tirare in piedi il nobile, e di farlo salire su uno dei cavalli di scorta, dopo ovviamente averlo legato a dovere. L'uomo obbedì rapidamente, mentre Floyd, evidentemente scocciato, si fece largo nell'accampamento sino ad arrivare al suo destriero, seguito dai membri della sua unità. -Avanti soldati, diamoci una mossa, sapete bene che dobbiamo andarcene subito, recuperate i cavalli e seguite il vostro capo unità-Disse seccamente Leger, per poi salire a sua volta sul cavallo, mentre il grosso capitano dalla pelle scura, che aveva in comando l'unità di Krishma, fece cenno ai suoi soldati di seguirlo verso i cavalli, che avevano lasciato a debita distanza dall'accampamento. Krishma ed Helena lo seguirono, camminando vicini. La ragazza continuava a guardare il Ronin, evidentemente preoccupata per la ferita alla spalla, che continuava a sanguinare. In realtà faceva molto male, ma Krishma fece del suo meglio per nascondere questo fattore, mentre teneva premuta la mano sopra di essa per bloccare l'afflusso di sangue il più possibile. Arrivato al cavallo avrebbe recuperato una benda per medicarsi superficialmente... per il resto doveva aspettare di arrivare al campo base, perchè per ora non vi era nessun medico o chierico tra di loro.-Sicuro di star bene?-Disse la ragazza al Ronin. Krishma annuì stringendo i denti... si domandava perchè mai Helena avesse tutto questo interesse nei suoi confronti, d'altra parte lui in se stesso non vedeva niente di cosi speciale od attraente. Era solo un'altro dei ragazzi nati nella guerra, e che aveva dovuto crescersi da solo. Era vuoto dentro, era la guerra che faceva questo effetto.-Tutto sommato è andata bene, abbiamo recuperato un buon bottino-Disse la ragazza tornando a guardare in fronte, mentre diversi soldati trasportavano dei sacchi pieni di preziosi trafugati all'accampamento, mentre altri si erano appropriati di alcune armi che ormai non sarebbero più servite ai loro precedenti proprietari.- Certo, abbiamo anche perso pochi uomini contando la difesa di cui disponevano... Lancelot sarà felice della nostra squadra-Aggiunse Krishma, mentre Helena annuiva. Al Ronin non era mai interessato granchè nella vita, cercava solo di tirare avanti sopravvivendo, e stare all'interno della unità mercenaria di Lancelot Ghost era il modo migliore che aveva trovato per farlo. Certamente, rischiava quasi tutti i giorni la vita in battaglia, ma considerando il numero di uomini della sua unità e la sua preparazione, poche volte gli era capitato di temere veramente per la sua vita. Per la maggiorparte dei casi, il mercenario per lui era un lavoro semplice, divertente, e soprattutto abbastanza produttivo. Vi erano delle volte che di notte faceva degli incubi, che lo perseguitavano, a riguardo delle persone innocenti che aveva ucciso e ai crimini che aveva commesso, ma Krishma cercava sempre di non farci molto caso, ed ultimamente sognava sempre meno spesso. Che si stesse abituando ad uccidere? La squadra giunse presto ai destrieri, e dopo che i soldati feriti, tra cui anche Krishma, si medicarono, partirono tutti assieme verso nord, oltre al bosco di prima. Il campo base della loro unità, per ora, era situato ai limitari della piana, anche se probabilmente dopo questo colpo si sarebbero spostati, visto che erano fin troppo vicini alla città di Kyoto e che questa volta avevano fatto le cose alla grande. Impiegarono una mezzagiornata, per raggiungere l'area montana esterna, tra la quale vi era la grotta che conduceva al loro covo temporaneo. Oramai il sole era alto in cielo, e il dolore alla spalla era per Krishma diventato insopportabile... voleva medicarsi il prima possibile._________________________________________________________________-Interno Covo unità Ghost, Ore 11:30-
Avanzarono decisi nella caverna, con poche torce ad illuminare la zona... erano ormai tutti riuniti, ed erano entrati dopo aver nascosto a dovere i cavalli nel solito posto. Erano partiti circa in cinquanta, ed erano tornati in quaranta... un bilancio decisamente positivo considerando il guadagno. Il nobile e sua figlia venivano trascinati senza gentilezza per tutta la strada, mentre piangevano e gemevano. Krishma rimase in silenzio per tutto il tragitto, e cosi fecero anche gli altri, che comunque erano ancora tesi e stanchi... nessuno aveva voglia di chiaccherare. L'unica che sembrava essere sempre piena di energie, era Helena. Il Ronin si chiedeva come fosse possibile. Si mossero all'interno delle gallerie della caverna per diversi minuti, fino a quando non arrivarono di fronte a quello che sembrava essere un enorme masso che bloccava la strada. Leger si fece avanti:-Siamo noi ragazzi, aprite-Disse seccamente, ed un istante dopo la grossa roccia cominciò a muoversi su un fianco, spostata da alcuni robusti uomini, e rivelando quello che era un enorme nascondiglio sotterraneo. L'entrata era molto ampia, sebbene il perimetro fosse irregolare, doveva essere spaziosa almeno una trentina di metri quadrati. Era una fortuna che la loro unità avesse trovato un posto del genere proprio in quella zona, dove spesso passavano carovane mercantili, anche se come accennato poco prima, sicuramente si sarebbero spostati dopo quel colpo. -Hey Leger, questa volta avete fatto il botto...-Disse una delle guardie sorridendo, osservando le casse piene di denaro che trasportavano, e i numerosi uomini che erano ritornati ancora vivi. Poi vide il grasso uomo e la ragazza:-E questi due chi sono?--Sono dei prigionieri, è un ricco mercante di Sakai e sua figlia, probabilmente appartengono ad una famiglia nobile, quindi il loro riscatto ci darà altri soldi... e parecchi--Molto bene, Lancelot sarà fiero di voi-Disse infine l'uomo con un saluto militare. Una volta entrati tutti quanti nell'enorme sala, dove tra l'altro erano appostate diverse guardie ed armi, i capitani delle unità si assicurarono che i soldi venissero portati al "magazzino" per poi dirigersi verso la zona dove stava Lancelot. Tutti gli altri soldati presero il tunnel per ritornare all'area dove erano sistemate le brande per riposare, e fra questi vi erano anche Krishma ed Helena. La ferita bruciava sempre di più, e il Ronin oramai non riusciva più a mascherare il suo dolore, inoltre cominciò a sudare in maniera piuttosto evidente:-Hey Kris, non hai un bell'aspetto... quella ferita ti fa molto male?-Chiese con apprensione la ragazza, avvicinando una mano alla sua spalla, probabilmente per dare un occhiata, ma l'orgoglio di Krishma fece si che la mano della ragazza venisse respinta dalla sua.-Sto.. Sto bene... non ti preoccupare...-Si sentiva malissimo, e cominciava a non vedere con chiarezza le figure attorno a se. Ad un tratto capì che probabilmente quel dannato pugnale con cui il mercante lo aveva ferito doveva essere avvelenato. -Non mi sembra proprio, lascia che... oh!-Le parole della ragazza si spensero in un'esclamazione di stupore, quando il Ronin stramazzò per terra con un tonfo, facendo girare tra l'altro diversi soldati. Helena aiutò immediatamente Krishma a rialzarsi, e cosi fecero anche gli altri soldati, per poi cominciare a trasportarlo da qualche parte. Il Ronin non sentiva più neanche bene le parole che gli dicevano... anche se aveva capito che probabilmente lo stavano trasportando in infermeria. Gli ultimi pensieri nella testa di Krishma prima che perdesse conoscenza, furono "E' questo il modo in cui devo morire?".
------------------------------------------------------------No-Quelle parole rieccheggiarono con fragore nell'ampia grotta semi-vuota dove alloggiava Lancelot. Leger, Floyd e il capitano di colore rimasero in silenzio, attoniti da quella risposta.-Non ce ne andremo, non ancora... prima voglio concludere lo scambio per il riscatto del nobile, e magari riusciamo anche ad assaltare qualche altra carovana nel frattempo-Leger si fece avanti, decisamente contrariato, per rispondere:-Ma signore, questa zona è sorvegliata, rischiamo di...-
-Non mi interessa, l'eccellente risultato dell'ultima spedizione dimostra che la nostra unità oramai non teme nessuno, inoltre proprio perchè questa zona è "sorvegliata", di qua passano un sacco di carovane colme di ricchezze, e questa è l'occasione buona per fare abbastanza soldi per sistemarsi una volta per tutte... ho cinquantanni oramai, e sono stufo di queste scorribande-Questa volta Leger stette zitto ed abbassò la testa, cosi fece anche il grosso nero, mentre Floyd si lasciò sfuggire una smorfia di disapprovazione. Non certo per l'idea di depredare altre carovane, questo sicuramente no, era più per l'ultima parte della frase del capitano. A lui proprio non piaceva l'idea di smettere con quella vita... gli piaceva troppo. Poteva godere di ogni sorta di piacere che un uomo potesse desiderare: poteva uccidere, poteva scoparsi le donne che voleva e soprattutto poteva farsi un sacco di soldi. L'ampia sala rimase in silenzio per un pò, prima che Lancelot si voltò per ricominciare a parlare. Era un uomo alto e con un fisico temprato dalla guerra, indossava una armatura color ruggine, con diverse decorazioni che rappresentavano alcune strane creature. Portava un folto pizzetto con baffi, e i capelli corti, entrambi di colore marrone chiaro. Gli occhi azzurri come il ghiaccio. -Vedo che non la pensate come me-Nonostante fosse palese, nessuno rispose.-Non importa, mi ringrazierete più tardi---------------------------------------------------------------
Floyd arrivò all'uscita dal nascondiglio, assieme alle sue truppe, una ventina di soldati circa. La guardia in comando all'uscita lo fermò:-Dove sta andando signore? Credevo che gli ordini fossero di rimanere qui fino a domani-Floyd rimase impassibile:-Sono stato incaricato dal capo di fare un giro di ricognizione in zona, per vedere se cè qualcuno che ci sta cercando, o se ci sono altri viaggiatori da poter assaltare questa notte stessa-La guardia era dubbiosa riguardo a quello strano cambiamento di idee: in genere Lancelot non cambiava mai idea, una volta che si era messo in testa qualcosa. L'uomo sembrò accorgersi di questa esitazione, e prima che la guardia potesse dire altro, prese parola:-Senti, non ho tempo da perdere idiota, fammi passare subito, o altrimenti sarò costretto a far venire qui Lancelot in persona, e non credo che gli piacerà sapere che sei stato tu a costringerlo ad abbandonare le sue faccende per venire qua di persona-A queste parole, la guardia si fece da parte scusandosi, ordinando agli altri uomini di aprire l'apertura. In breve tempo, Floyd e la sua unità uscirono dal nascondiglio, e dalla grotta. Era soddisfatto di se stesso, era riuscito a fregare la sorveglianza, e non si sarebbe certo fermato li. Non poteva accettare l'idea di smettere con quella vita, e di certo ne aveva abbastanza di eseguire gli ordini. Uscito da quel buco, si diresse assieme all'unità in prossimità del nascondiglio dei cavalli:-Avanti muovetevi, recuperate i cavalli che ci servono ed uccidete tutti gli altri... dobbiamo muoverci, non passerà molto tempo prima che si accorgano che manchiamo all'appello, e dobbiamo raggiungere Raminas prima che accada-I soldati obbedirono, e nel giro di pochi minuti tutta la comitiva era già in viaggio ad alta velocità, diretti alla più vicina cittadina, dove certamente la notizia del massacro dell'altra notte era già arrivata. Un sorriso maligno si fece largo sulla bocca di Floyd, mentre galoppava, pensando a quanti soldi avrebbe fatto consegnando alle autorità l'intera unità Ghost.--------------------------------------------------------------
-Ore 16.20, Nascondiglio dell'unità Ghost, infermeria-
Krishma si svegliò dopo un sonno che certamente era durato qualche ora... si sentiva confuso, e non riusciva a capire dove si trovava. Battè le palpebre un paio di volte, e lentamente riuscì a mettere a fuoco: era dentro la grotta adibita ad infermeria, e al suo fianco vi era Helena che gli sorrideva. A quanto pareva, erano riusciti a guarirlo dall'intossicazione:-Ma che...-Fece per alzarsi, ma la ragazza lo rimise bruscamente sul letto:-Dove credi di andare? Ti è andata di fortuna, ancora qualche minuto e non saresti qui... ora devi riposare e riprenderti, come minimo devi stare a letto un paio di giorni-Il Ronin fece una smorfia di disappunto al sentire quelle parole:-Due giorni? Non posso starmene qui per due dannati giorni, devo...-La ragazza lo interruppe per la seconda volta:-No, ascoltami, il dottore ha detto che devi riposare, altrimenti le cure che ti abbiamo somministrato non serviranno a nulla... ci vuole un pò prima che l'antidoto rimuova completamente il veleno dal tuo corpo-Questa volta rimase in silenzio, e rimase a fissare il soffitto per alcuni secondi. Subito dopo si voltò in direzione della ragazza. Ancora una volta si chiedeva per quale ragione una ragazza come quella si era affezionata cosi tanto ad un tipo come lui. In realtà non si erano mai detti niente a riguardo, anche se era evidente per tutti e due che vi era un interesse reciproco.-Bah, al diavolo-Disse infine Krishma, prima di girarsi dall'altra parte. La ragazza si lasciò scappare una risata, che diede un certo fastidio al Ronin, più che altro perchè era la seconda volta che veniva salvato da una ragazza. Era di sicuro troppo orgoglioso per accettarlo.-Ok, io ora devo andare... ho alcune faccende da sbrigare, tu non ti muoverai da qui intesi? Tornerò domani mattina a vedere come stai, ciao!-Detto questo, Helena se ne andò dall'infermeria, lasciando il Ronin in compagnia di un'altro paio di uomini feriti, stesi sui letti a qualche metro di distanza da lui. Visto che non aveva altro da fare, Krishma si riaddormentò.
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-Ore 18.45, cittadina di Raminas, caserma centrale-Un robusto capitano, alto circa due metri e con indosso un armatura completa color ferro, stava camminando a passo svelto in direzione dell'entrata alla caserma, in compagnia di un soldato che vestiva l'uniforme blu standard delle guardie di Raminas. Il grosso uomo prese parola:-Dunque mi stai dicendo che cè un tizio fuori, che dice di poterci condurre al covo dei barbari che hanno compiuto la strage dell'altra notte?-Il soldato annuì timidamente, l'uomo si fermò bruscamente fissando negli occhi il giovane uomo:-Non mi prendere in giro, se questo è uno scherzo io ti...-
-Nessuno scherzo signor capitano-Una voce maschile interruppe il discorso. Il grosso uomo si voltò in direzione dell'entrata, dove vi era un uomo alto e magro, con dei capelli neri e dei baffi sottili. Aveva una faccia decisamente poco raccomandabile.-Posso portarvi al covo dell'unità Ghost, io e miei uomini stavamo viaggiando da quelle parti, quando abbiamo notato una comitiva che si dirigeva verso una montagna, assieme ad alcuni prigionieri, che dall'aspetto sembravano essere dei nobili-Il capitano squadrò l'uomo massaggiandosi il mento. Effettivamente, da quanto risultava, un nobile mercante e sua figlia risultavano dispersi, ed era probabile che fossero stati rapiti per un riscatto, anche se non era ancora arrivata nessuna richiesta. Dopotutto però, erano passate poche ore dalla strage.-E voi chi siete?-Chiese il capitano avvicinandosi all'uomo:-Mi chiamo Floyd Ribes, e sono a capo di una piccola unità mercenaria, gli uomini che potete vedere qua fuori... ovviamente, lavoriamo solamente al servizio della legge-Disse con un ghigno, che fece a dir poco ribrezzo al capitano, che conosceva fin troppo bene quel genere di gentaglia. In realtà i mercenari come quello combattevano per chiunque pagasse, banditi compresi.-Certo, certo...-In ogni caso, per ora era l'unica pista che aveva per trovare quei bastardi, dunque era obbligato a dar credito a quel tizio.-Ovviamente, signor capitano, noi vi possiamo far vedere dove si nascondono... in cambio di un adeguata ricompensa-Il ghigno era diventato ora un sorriso a 32 denti. Denti grigi e marci.-Questo era OVVIO... che ne dite di una ricompensa di circa... uhm... 30.000 monete?-La faccia di Floyd si illuminò: non era mai riuscito a fare cosi tanti soldi in una volta sola.-Direi che è perfetto... prendete i cavalli e i vostri uomini, vi porterò la stasera stessa... vi avverto però che sono numerosi e pericolosi-
-Quanti uomini più o meno?-
-Una cinquantina, più i due prigionieri che ho visto-
-Molto bene, porterò con me 40 delle mie guardie, voglio sperare anche in aiuto da parte vostra e della vostra unità-
-Certamente signor capitano-Finito il discorso, uscirono tutti fuori e andarono a recuperare i cavalli. Nel giro di 20 minuti, erano pronti a partire, Floyd a capo del reggimento, affianco al grosso capitano. Forse Floyd avrebbe dovuto sospettare qualcosa, quando aveva sentito che la ricompensa consisteva in tutti quei soldi. Ma era accecato dalla cupidigia, e fece il più grosso errore della sua miserabile vita.-------------------------------------------------------------------
-Covo unità Ghost, ore 23.11--DOVE DIAVOLO E' QUELL'IDIOTA DI FLOYD?!-Ululò Lancelot nella grotta principale, dove la maggiorparte dei soldati era occupata nelle proprie faccende. Dietro di lui vi era Leger, alquanto imbarazzato, e il grosso capitano dalla pelle scura, che rimaneva impassibile come sempre. Era da qualche minuto che il capo dell'unità si era accorto della sua mancanza, dato che aveva richiamato gli ufficiali per un'altra riunione, e non si era presentato. Aveva mandato dunque degli uomini a cercarlo, ma non avevano trovato nessuno, neppure gli uomini assegnati allo stesso Floyd. A questo punto era più che evidente che l'uomo era uscito dal nascondiglio senza permesso. La guardia a capo della sicurezza dell'entrata si avvicinò a Lancelot con un certo timore, prima di parlare:-Ehm... signore... Floyd Ribes è uscito questo pomeriggio, mi ha detto che l'avevate incaricato di fare alcuni sopralluoghi...-La faccia di Lancelot diventò rossa e gonfia:-STUPIDO INETTO, PERCHE' LO HAI LASCIATO PASSARE SENZA CHIEDERE CONFERMA??-La guardia si fece piccola piccola, prima di rispondere:-Mi... mi dispiace, ma ha detto che eravate occupato e che se vi avessi disturbato ne avrei pagato le conseguenze... so bene che volete che nessuno vi disturbi mentre siete nel vostro alloggio...-Il capo sbuffò rabbiosamente, prima di voltarsi in direzione di Leger e dell'altro uomo:-Qui cè qualcosa che non quadra, non mi piace per niente questa storia, io non ho dato NESSUN incarico a quell'idiota, e sapete che nessuno ha il permesso di andarsene da qui... dobbiamo spostarci subito verso il nascondiglio predisposto dall'altra parte della foresta qui vicino, ho paura che Floyd possa aver fatto una sciocchezza-I due uomini annuirono, conoscendo bene la personalità dell'uomo di cui si parlava, e sapendo dunque che non potevano certo escludere la possibilità che gli avesse venduti alle guardie. Inoltre era passato molto tempo dall'uscita di Floyd, e se davvero gli aveva traditi, le guardie di Raminas potevano essere li da un momento all'altro.-Avanti, radunate gli uomini, recuperate solo lo stretto necessario e preparatevi a partire, non abbiamo molto tempo.... vi aspetto all'uscita della grotta, prenderemo i cavalli che abbiamo nascosto qui fuori, cosi potremo fuggire più in fretta-Detto questo Lancelot uscì dalla sala di gran fretta, dirigendosi verso il suo alloggio. I due capitani cominciarono ad urlare ordini agli uomini li presenti, che si diedero immediatamente da fare. Altri soldati vennero invece mandati ad avvisare gli altri uomini nelle zone di riposo e ristorazione. Mentre Lancelot si stava per avviare sul corridoio che conduceva alla sua stanza, venne fermato da Helena, che evidentemente aveva sentito tutto:-Padre... è vero quello che avete detto? Floyd... ci ha tradito?-Le si leggeva in faccia che era sconvolta da quella cosa. Probabilmente non aveva mai pensato all'eventualità che una situazione come quella potesse mai avvenire. L'uomo le mise le mani sulle spalle, come a rassicurarla:-Non lo so Helena, però non possiamo correre il rischio... ma non preoccuparti, non ti succederà niente, ci sono io a proteggerti. Sai bene che per me sei come una figlia, non lascerò che quei bastardi ti tocchino, e non lascierò neanche che prendano questa unità-La ragazza sembrò risollevata da quelle parole, e a Lancelot scappò un sorriso. In realtà, non erano padre e figlia, tuttavia quando Lancelot prese con se la ragazza, era ancora una bambina che aveva perso i genitori nella guerra, e dunque per lei, lui era diventato come il suo padre effettivo. Era anche per quella ragione, che nonostante fosse una donna, nessuno all'interno dell'unità gli aveva mai dato noie.-Ora riprenditi, sei una guerriera per dio! E vai ad avvisare gli altri di questa situazione... dobbiamo anche preoccuparci della gente in infermeria-
-Accidenti! Mi sono scordata di dirtelo, ma tra i feriti cè anche Krishma... è stato colpito da un pugnale avvelenato, anche se ora sta meglio... il dottore però ha detto che non deve muoversi-
-Cosa? Beh, mi dispiace per lui, ma deve muoversi, non possiamo lasciarlo qui, non possiamo lasciare nessuno dei feriti... di ai medici di caricare e assicurare i più gravi ai cavalli più forti... avanti sbrigati-La ragazza annuì e si diresse di gran fretta in infermeria. Il capo dell'unità entrò a passo svelto nel proprio "ufficio", recuperando alcuni soldi nascosti, e prendendo le sue armi. Senza dubbio questa era stata la peggior situazione che aveva mai affrontato da quando era diventato capo dell'unità, ma sapeva che ne sarebbe uscito anche questa volta. Doveva farlo, mancava ancora poco alla realizzazione del suo sogno.-------------------------------------------------------------------
Krishma si ritrovò svegliato di soprassalto, da Helena che gli diceva con gran fretta di alzarsi e prendere le sue cose, e che era successo un casino per il quale dovevano fuggire alla svelta nel rifiugio previsto. Non ebbe tempo di chiedere ulteriori spiegazioni alla ragazza, dato che lei era troppo occupata a dare l'allarme anche agli altri feriti, e lui lo era a rimettersi in piedi senza stramazzare al suolo. Gli sembrava di essere fatto di gomma, e non si sentiva per nulla bene, tuttavia doveva trovare la forza di muoversi. Raccolse parte del suo equipaggiamento poggiato vicino al letto, mentre cercava di riprendersi dallo stato confusionario dovuto alla sveglia improvvisa. Non appena Helena uscì dalla stanza, il Ronin la seguì con passi incerti, cercando di riprendere un minimo di equilibrio, e per fortuna ben presto riuscì a riprendersi almeno parzialmente. Si radunarono tutti all'entrata, e dopo aver rimosso la pesante roccia si diressero tutti fuori alla guida di Lancelot e degli altri due ufficiali. Krishma si chiedeva dove fosse Floyd, ma presto realizzò che in realtà non gliene fregava niente della sorte di quel criminale da strapazzo. Al contrario, gli importava molto della ragazza, e per questo non si staccò da lei nonostante facesse fatica a restarli dietro, a causa del suo stato di salute. Dopo qualche minuto di cammino in mezzo alle impervie grotte, il Ronin trovò la forza di aprire bocca:-Helena... ma che cosa è successo? Non ci capisco più niente...-La ragazza non si voltò e continuò a camminare, mentre rispose al Ronin:-A quanto pare Lancelot ha delle buone ragioni per credere che Floyd ci abbia tradito-La voce le tremava, e Krishma capì che erano in un grosso guaio. Sapeva che Floyd era un uomo della peggior specie e della quale non ci si poteva fidare, ma non avrebbe mai pensato che sarebbe arrivato a questo punto. Tradire colui che gli aveva dato un tetto, una famiglia e dei soldi...*Schifoso bastardo... lo sapevo che non mi sarei dovuto fidare... ma perchè Lancelot l'ha preso nell'unità?*Il Ronin non chiese altro, non ce n'era bisogno, e comunque arrivarono presto all'uscita. Lancelot guidò il gruppo verso la seconda grotta poco distante, dove avevano nascosto i cavalli. Era notte fonda, e regnava un inquietante silenzio nei dintorni. Entrati nella seconda grotta, ebbero una spiacevole sorpresa: parte dei cavalli era sparita, e i restanti erano stati ammazzati, cosi come le guardie che se ne sarebbero dovute occupare. Questa era la prova definitiva, e Lancelot cacciò un urlo di rabbia:-ARRGHH! DANNAZIONE!-Il capo prese a passeggiare nervosamente avanti e indietro, digrignando i denti e pensando ad una soluzione il più rapidamente posssibile. L'intera unità era in silenzio, e fissavano tutti Lancelot, in attesa che un suo lampo di genio li tirasse tutti fuori dai guai. Era sempre stato cosi in passato, ma questa volta la situazione era davvero grave.-Daccordo... sentitemi, ascoltatemi attentamente... a quanto pare, i soldati di Raminas non sono ancora arrivati, perchè altrimenti li avremmo già visti, e questi li ha ammazzati sicuramente Floyd per impedirci la fuga... per sua sfortuna però, siamo ancora in tempo a filarcela. Passeremo per il bosco, ora datevi una mossa e vedete di restare al passo! Dobbiamo allontanarci da qui il prima possibile!-Detto questo Lancelot cominciò a muoversi a passo spedito, seguito da tutta la comitiva quasi fossero un branco di pecore che segue il pastore. Aggirarono in pochi minuti la montagna, e iniziarono ad inoltrarsi nel bosco, che a quell'ora era un posto alquanto inquietante. Inoltre, non si sentiva un suono, non un gufo o un insetto, niente di niente. Krishma non ce la faceva più, non si sentiva in grado di proseguire, e dopo 20 minuti di viaggio spedito all'interno del bosco, cominciava a non reggere più. Doveva riposare, se non voleva che il veleno rientrasse in circolo, cosi gli aveva detto il dottore. La ragazza sembrò accorgersi della situazione del Ronin, e gli offrì soccorso caricandosi un suo braccio sulle spalle. Krishma non poteva sopportare una situazione come quella, era troppo orgoglioso per farlo, ma non aveva le forze materiali di opporsi, e dunque non lo fece. Qualcuno tuttavia avrebbe dovuto insospettirsi, la foresta era troppo silenziosa, e loro erano riusciti a filarsela troppo facilmente. Ma nessuno lo fece, e caddero nella trappola più ovvia: un imboscata. D'improvviso un urlo fragoroso squarciò l'aria:-ATTACCATEEEEEEEEE-Un istante dopo, una pioggia di frecce piombò sulla comitiva, trafiggendo numerosi uomini ed uccidendoni diversi. Una freccia sfiorò il volto del Ronin, e una prese su un fianco Helena, costringendola ad inginocchiarsi con un gemito, mollando dunque la presa su Krishma che rovinò a terra. Alcune frecce avevano colpito anche il grosso ufficiale in capo all'unità di Krishma, che tuttavia non si lasciò abbattere cosi facilmente, e se le estrasse ad una ad una dal corpo senza emettere un suono, nonostante perdesse molto sangue. Estrasse l'ascia, e con un urlo animalesco si avventò contro i nemici, che nel frattempo erano usciti ovunque dalla foresta, circondando l'unità Ghost. I soldati sopravvissuti a loro volta sguainarono le spade, e cominciarono a combattere furiosamente contro quelle che sembravano guardie dell'Impero. Krishma non riusciva a mettere a fuoco, nel caos di urla e metallici fragori, lui si sentiva in punto di morire... intravide però Helena, che nel frattempo si era rialzata, e aveva impegnato un nemico in battaglia, nonostante la vistosa ferita, e trovò la forza di rimettersi in piedi. Non poteva restare li per terra senza fare nulla, aspettando la sua fine. In quell'istante, una guardia stava per assalire Helena di spalle, e il Ronin ricambiò il favore del giorno prima conficcando la lama della sua spada nella schiena del nemico senza nessuna pietà. La ragazza eliminò il suo avversario, per poi girarsi dolorante verso il Ronin facendo un cenno di ringraziamento. I mercenari dell'unità Ghost erano esperti guerrieri, e le guardie imperiali, nonostante avessero avuto la sorpresa dalla loro, stavano lentamente cedendo contro le capacità combattive dell'unità, in particolare di Lancelot e di Leger. Tuttavia, di Floyd ancora non vi era nessuna traccia, e come da suo stile, arrivò colpendo a tradimento dalle retroguardie, in sella ai cavalli rubati, assieme a tutti gli uomini della sua unità. La carica fù violentissima e spazzò il reggimento distruggendone il centro, travolgendo e massacrando un gran numero di soldati, tra i quali anche Leger, che finì schiacciato dagli zoccoli di numerosi cavalli. Il Ronin e la ragazza per fortuna si trovavano sul fianco destro, ed evitarono la carica, tuttavia questo non li salvò dall'attacco da parte di altre guardie, che in maggior numero, immobilizzarono entrambi, senza tuttavia ucciderli. I sopravvissuti erano ormai troppo pochi per creare problemi, e le guardie Imperiali decisero di immobilizzare e catturare ogni soldato rimasto, probabilmente per giustiziarli poi la giornata seguente. Krishma lo sapeva bene, ma non potè opporsi al suo destino, e finì atterrato da un forte colpo portato con un manico di spada. Stessa sorte toccò ad Helena, che venne colpita in pieno volto. Il grosso ufficiale nero non si fece sopraffare, e nonostante le numerose ferite continuò a mietere vittime fino a quando un gruppo di soldati non lo trafisse con delle lance su tutti i lati, arrestando per sempre la sua foga omicida. Il Ronin era steso per terra, ma aveva la faccia girata proprio da quel lato, e riuscì a vedere l'orrendo spettacolo. Il grosso uomo era stato messo in ginocchio, ormai sull'orlo del collasso definitivo, e il capitano delle guardie lo raggiunse rapidamente, per poi scendere dal suo destriero con calma e tranquillità ed impugnare in seguito la sua spada. Fece un paio di passi in direzione dell'uomo, che non lo guardò neanche, per poi sferrare un rapido colpo orizzontale che decapitò l'ex-capitano di Krishma.*Dannazione! CAZZO! CAZZO! CAZZO!* Il Ronin vide Lancelot farsi largo in mezzo ad un mucchio di nemici, sferrando fendenti casuali, che mancarono tutti il bersaglio, tra le risate varie dei soldati. Il capitano grondava sangue, e aveva ancora un paio di frecce conficcate nella spalla sinistra. L'orgoglio del guerriero tuttavia gli impediva di crollare al suolo. Floyd galoppò tra i cadaveri con noncuranza, schiacciandone diversi, sino a giungere dinanzi alla posizione di Lancelot, per poi smontare di sella.-Tu... bastardo... traditore bastardo... è cosi che mi ripaghi... per tutto quello che ho fatto per te?-Disse con un filo di voce, mentre Floyd scoppiò in un ghigno isterico. Sfoderò la sua arma:-Sei sempre stato un rammolito Lancelot-Detto questo, l'uomo schivò il patetico tentativo di attacco di un ferito Lancelot, per poi arrivarli alle spalle e afferrarlo per il collo.-Salutami gli altri quando li rivedrai-Con un rapido gesto, Floyd sgozzò Lancelot, spargendo sangue ovunque nelle immediate vicinanze, e lasciando cadere il cadavere in avanti come fosse una bambola di pezza. Krishma era in preda al puro terrore, per la prima volta nella sua esistenza. Sapeva che questa volta era giunta la fine per lui. Nonostante non potesse vederla per via dell'inclinazione che aveva la sua testa, il ronin sentì i gemiti disperati di Helena, che probabilmente aveva assistito come lui allo "spettacolo". Il capo delle guardie fece un cenno ai soldati, che tirarono bruscamente in piedi sia lui che il resto dei soldati, e cominciarono a trascinarli in direzione di uno spiazzo erboso poco distante. Nel cuore di Krishma, alla paura prese posto un enorme rabbia, nei confronti di quell'essere spregevole che rispondeva al nome di Floyd Ribes. Non potè però far altro, che osservare i soldati predisporre alcuni pali di legno nello spiazzo, mentre altri accendevano dei falò poco distanti, per fornire un illuminazione adeguata in tutta l'area. I sopravvissuti vennero trascinati nei pressi dei pali, e fra questi vi era anche Krishma, e vennero legati, e poi spogliati di ogni vestito nella parte superiore del corpo. I pali erano tuttavia una decina, e dunque non tutti i soldati vennero legati in quel modo. Altri vennero portati al centro del campo, dove vennero immediatamente giustiziati sotto gli occhi impotenti dei loro compagni. Una sorte diversa toccò tuttavia ad Helena, l'unica donna della comitiva. Floyd l'aveva presa per i capelli e la stava trascinando nella boscaglia, mentre la ragazza cercava disperatamente di divincolarsi, con le lacrime agli occhi. Floyd dovette tuttavia passare in prossimità dei pali su cui erano stati legati i soldati, e Krishma trovò la forza di urlarli addosso:-MALEDETTO SCHIFOSO BASTARDO! LASCIALA ANDARE!-Floyd si voltò in direzione del Ronin, evidentemente sorpreso di vederlo ancora vivo, e allargò un sorriso. Forse questa volta poteva fare di meglio che semplicemente stuprare un'altra donna. Si avvicinò al Ronin trascinando la ragazza, e depositandola violentemente a terra nelle vicinanze: tanto non poteva fare nulla, la ferita che aveva sul fianco sanguinava copiosamente. -Dunque... che cosa abbiamo qui... un piccolo bastardo che si atteggia da grande uomo!-Esclamò ridendo istericamente Floyd, avvicinandosi al Ronin. Krishma non rispose, si limitò a fissare con odio il suo interlocutore. In tutta risposta, Floyd gli sferrò un forte schiaffo in faccia, che gli spaccò il labbro superiore, anche se questo in confronto a tutto il resto era nulla per il Ronin. Floyd non sembrò gradire il silenzio dimostrato dal Ronin.-Oh oh oh... a quanto pare sei un duro eh? Chi l'avrebbe mai detto... forse posso divertirmi un pò con te prima che con la signorina, che ne dici? Nulla in contrario, vero puttanella?-Disse l'uomo, prima di sferrare un violento calcio negli stinchi alla ragazza a terra, che emise un gemito di dolore. L'ennesimo. Krishma ebbe uno scoppio di rabbia, e con un impeto di follia omicida cercò disperatamente di divincolarsi dalle corde e di gettarsi con un ringhio addosso a Floyd, ovviamente invano. Si beccò un pugno nello stomaco che lo rimise al suo posto, spezzandoli il fiato.-Ma certo! Come ho fatto a non capirlo prima! Questa ragazza... ti piace non è vero? Le vuoi bene! E forse anche qualcosa di più vero? AHAHAHAHAHAAHAHAHAHA... questo renderà le cose ancora più divertenti-Floyd si avvicinò di più al Ronin, estraendo un pugnale arrugginito dalla lama ricurva, e passandolo sul collo di Krishma.-So a cosa stai pensando, ma ti sbagli... mi dispiace per te, ma non sarà cosi facile. Non te ne andrai cosi, con te mi ci divertirò fino allo sfinimento, e sappi che sono molto fantasioso quando si tratta di queste cose...-Poggiò la lama del coltello in corrispondenza del pettorale destro del Ronin, e applicò una pressione sufficente per causare un taglio non profondo ma certamente molto doloroso, che strappò un urlo al Ronin. Questo sembrò galvanizzare Floyd, che non si fermò li e praticò un incisione nella carne del Ronin con precisione chirurgica, spaziando dal torso fino alla fine dell'addome, in prossimità dell'ombelico, procedendo con una lentezza straziante. Krishma era sul punto di impazzire, aveva il cervello in fiamme, ed era accecato dal dolore tremendo. Urlò con tutto il fiato che aveva in corpo, facendo voltare tutti gli altri soldati in sua direzione, come se questo potesse in qualche maniera esorcizzare le fiamme che gli invadevano la mente. Ma purtroppo, fù tutto inutile. Dallo squarcio sul petto, cominciò a colare molto sangue scarlatto, che si riversò sulla terra ai piedi del Ronin.-Fermati... ti prego...-Sussurò la ragazza a terra, e in tutta risposta si beccò un secondo calcio che la zittì.-Stai zitta ed aspetta il tuo turno sgualdrina-Sucessivamente si rivoltò verso il Ronin, fissandolo con uno sguardo omicida e con un sorriso da pazzo maniaco stampato in faccia.-Lo sai che hai dei bei occhi azzurri?-Disse ridendo istericamente, per poi portare la lama del coltello in prossimità dell'occhio sinistro del Ronin, praticando una lieve pressione sulla carne vicina, facendo colare qualche goccia di sangue. Il Ronin era sull'orlo del collasso, non solo per via del terrificante dolore che gli stava facendo scoppiare la testa, ma anche per la consapevolezza del fatto che la sua morte sarebbe stata lenta e dolorosa.-Non credi che sarebbero un bel souvenir? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAAH-Floyd era sul punto di procedere, quando il suo volto si contrasse in una smorfia di dolore, e cacciò un urlo: ai suoi piedi, Helena aveva recuperato il coltello che lo stesso Floyd teneva di riserva nello stivale, e lo aveva conficcato nel piede dello stesso. In tutta risposta, l'uomo gli sferrò un altro calcio, questa volta in faccia, per poi prenderla dai capelli e sollevarla con forza, per portarla dinanzi al viso del Ronin.-Questa è la fine che fanno le puttanelle impertinenti come la tua amichetta!-Floyd conficcò il pugnale dentro lo stomaco della ragazza, rigirando diverse volte la lama, e strappando diversi gemiti di dolore agghiaccianti alla donna. Krishma non riuscì più a reggere. I suoi sensi si annebbiarono, e l'ultimo suono che sentì fù il tonfo del corpo di Helena sul terreno. L'ultima cosa che vide furono i suoi occhi colmi di terrore. Una larga macchia di sangue cominciò ad allargarsi attorno alla ragazza agonizzante per terra. Krishma per la prima volta in vita sua pregò. Pregò che qualcosa o qualcuno venisse ad aiutarli, o che gli desse la forza per vendicarsi, per riuscire a salvare la vita dell'unica persona di cui li importasse. Dell'unica ancora viva. Per sua fortuna, o sfortuna che dir si voglia, qualcuno lo stava ascoltando. Si narrava di antiche leggende da quelle parti, che parlavano di antichi demoni, residui di un invasione passata, che vagavano senza meta per il mondo, essendo costretti a rimanere per sempre in forma incorporea sulla terra, non essendo riusciti a tornare nel loro mondo prima che il varco si richiudesse. Questi demoni erano attratti dalla malvagità, e per questa ragione spesso infestavano luoghi teatro di sanguinose battaglie, tuttavia non potevano riaquisire la loro forma corporea, se non unendosi con un patto ad un essere umano. Uno di quei demoni, era giunto proprio in quel posto, dove la malvagità aveva raggiunto e superato ogni limite. Per il Ronin, il tempo sembrò fermarsi, e una serie di voci cominciarono ad eccheggiare nella sua testa:-Io ti posso aiutare...- -Ti posso dare il potere...- -Il potere di vendicarti....- -VeNdEtTa!- -Di distruggere i tuoi nemici....- -Annientare le loro carni...- -Massacrare il loro spirito...- -SaNgUe!- -Di salvare la vita delle persone che ami...- -Di salvare la tua....- -Puoi ancora cambiare il tuo destino...- -In cambio voglio solo una cosa...- -C.c.C.o.S.a.A..- -Una cosa che tu stai perdendo già da tempo....- -Che non serve ad un uomo come te- -Sai di cosa sto parlando....- -E non hai scelta....- -ScEltA... n.No- -Avanti...- -Dammela...- -Non dovrai più temere niente e nessuno...- -ACCETTA!- -S-SI! A-ACCETTO!-Qualcosa invase la sua mente, e il suo corpo. Sentì un enorme forza crescerli in petto, e un tremendo bruciore al braccio sinistro. Si voltò e vide che un tatuaggio fiammeggiante lo aveva avvolto in quella zona, quasi come fosse un serpente infuocato.-Il marchio...-La voce continuava a rimbalzare nella sua mente, mentre sentiva i muscoli dilatarsi, le ossa deformarsi, la carne mutare. Sentiva che il suo cuore traboccava di odio, e vide il terrore dipinto in faccia a Floyd, e a tutti gli altri i presenti. Se solo avesse potuto vedersi, avrebbe visto che COSA era diventato. E forse non avrebbe fatto la stessa scelta. Ciò che venne dopo era confuso, nella sua mente ne sopravvissero solamente alcuni frammenti di memoria, il resto era annebbiato nella rabbia. Vide se stesso smembrare senza pietà il corpo di Floyd, tra le urla di agonia dell'uomo, e provò un enorme soddisfazione. Vide i soldati nemici scoccarli le frecce contro, li vide attaccarlo in massa, ma non sentì nessun dolore. L'unica cosa che sentiva era il sangue ribollire e l'estasi del sangue invaderli la mente. Ad uno ad uno li fece a pezzi, li distrusse in ogni maniera possibile, fino ad arrivare al capitano delle guardie. Era in ginocchio, implorava pietà.-Non avere nessuna pietà, loro non ne hanno avuto per te e per Helena-Supplicò fino all'ultimo istante, prima che Krishma ne facesse una poltiglia rossa deforme. Poi tutto divenne nero, e la voce riprese a parlare nella sua mente:-E ora voglio il mio tributo-
-Aspetta... aspetta... prima... voglio... vederla ancora una volta...-Ritornò nel mondo dei vivi. Ora la sensazione di potere assoluto era scomparsa, e il dolore lancinante aveva ricominciato a squarciarli il petto, dove l'enorme ferita continuava a sanguinare. A dir la verità, era inspiegabile che fosse ancora in piedi. Si mosse come uno spettro in mezzo al massacro che aveva causato, cercando con gli occhi il corpo di Helena. Lo trovò presto, si avvicinò e si inginocchiò. La ragazza era ancora viva, ma era prossima a spirare, e non poteva fare nulla per lei. Alla fine, nonostante tutto, il demone aveva mentito. Non riuscì a cambiare niente.-Sbrigati, presto sarai parte del mio corpo, il corpo di un Dio-La ragazza non poteva parlare, ma riuscì a prendere qualcosa da una tasca: era un orecchino, o almeno lo sembrava. Rappresentava uno strano essere, a metà tra un falco e un leone. Helena probabilmente aveva visto tutto, e aveva capito cosa aveva fatto. La ragazza allungò il braccio, cercando di appendere l'orecchino all'orecchio destro del Ronin. Krishma non capiva, ma quell'oggetto emanava una strana forza.-Cosa stai facendo? Fermati, quel coso non è per noi!-Krishma afferrò il braccio della ragazza, aiutandola nel suo intento. Sembrava sforzarsi al massimo per compiere quel semplice gesto.-Fermati! Non farlo! FERMATI!-Non appena l'oggetto fù posto al suo posto, Krishma fù assalito da un atroce dolore, che lo colpì ovunque nel corpo. La voce demoniaca urlò con fragore nella testa del Ronin: -STOLTO! COSA HAI FATTO! HAI VIOLATO IL PATTO! NON CREDERE DI POTERTELA CAVARE COSI... E' SOLO QUESTIONE DI TEMPO...-Il Ronin si sentì come travolto da un meteorite. Immagini confuse balenavano nella sua mente, ma nonostante questo, riuscì a vedere Helena proprio poco prima che spirasse definitivamente. In quell'istante, l'unico istante che gli restava di lucidità, capì che lei li aveva salvato la vita.-CON IL TEMPO I RICORDI SI ANNEBBIANO...-Le immagini nella testa del Ronin pian piano si dissolvevano, come polvere nell'aria. I ricordi di un intera vita stavano andando in pezzi nel giro di pochi secondi.-E TU DIMENTICHERAI TUTTO... TUTTO RIGUARDO QUESTA NOTTE....-Cadde in ginocchio, all'apice della sofferenza. La sua memoria era stata ridotta alla stregua di una lavagna nera. Il vuoto assoluto. L'oggetto che Helena gli aveva donato, era in realtà un potente amuleto contro le forze del male. Forse era stato questo a salvarlo dalla fine.-ED ORA... CHE TUTTO QUESTO NON E' MAI SUCCESSO... NON RESTA CHE ATTENDERE CHE IL TUO ANIMO CORROTTO SI CONSEGNI DA SOLO NELLE MIE MANI-Qualcosa si materializzò allo stesso orecchio dove vi era l'amuleto. Un'altro orecchino, questa volta nero come la pece, e con una perla che ardeva delle fiamme dell'inferno.-Presto Krishma.... presto...-Quanto più la perla sarebbe diventata luminosa, quanto più l'animo del Ronin si sarebbe avvicinato alle grinfie del demone. Nel frattempo, il Ronin avrebbe potuto vivere la sua vita come sempre, seguendo la propria natura di assassino e omicida, forse anche spinto dalla volontà diabolica del suo ospite. Il Ronin perse definitivamente i sensi. Si risvegliò qualche giorno più tardi, in una casa di campagna a kilometri di distanza dal posto dove era avvenuta la strage. Un anziano medico lo aveva trovato sulla strada di casa, senza sensi, e lo aveva aiutato a riprendersi. Sul come avesse fatto ad arrivare fino a li, il Ronin non aveva memoria, cosi come per ogni cosa riguardante il suo passato. Era come se fosse nato quello stesso giorno. Dopo qualche settimana di convalescenza per via delle gravi ferite, Krishma si rimise in viaggio, in cerca di una qualche opportunità di guadagno. Presto capì che la cosa per cui era più portato era il combattere. Divenne un mercenario a pagamento, e cominciò a combattere in tutte le parti del continente, fino a quando l'incontro con uno strano monaco non gli fece ricordare in parte quello che era successo. Ricordava il calore delle fiamme, il sangue, la morte. Era in unità mercenaria, qualcuno gli aveva teso un imboscata, ed erano morti tutti tranne lui. Il suo mentore era morto, i suoi amici anche... non aveva più nessuno. Decise di partire alla volta di Krizalid, in cerca di un qualche scopo per il quale combattere, e vivere ancora la sua vita, mentre l'influenza del demone impediva ai ricordi di riemergere completamente. Forse un giorno, avrebbe ritrovato se stesso....Edited by Krishma - 10/9/2009, 23:34 |